Mercoledì mattina assonnato. Arrivo davanti alla stazione, mentre sgambetto verso lo studio, ritardataria e ci sono gli operai del comune che tiran giù i rami dagli alberi del viale. E tutti i presenti con il naso in su e la bocca aperta baccalà a guardare gli alberi spelacchiati.
Il vincitore di oggi per la categoria Best riminens è il vecchietto che mi è passato accanto in bicicletta, declamandomi i versi di Lorenzo il Magnifico, mentre io sgambettavo col borsone veso casa. Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza.
A chi insinua un'origine medicea del suddetto vecchietto dico solo che l'accento non lasciava alcun dubbio in merito alla sua romagnolesità. Evviva. Best riminens.
Negli scorsi giorni a Rimini c'era un gran freddo e una gran nebbia. Il faro ululava tutta notte. No, non ci ho visto niente di romantico, solo un grosso King Kong appollaiato lì sopra schiamazzante.
* Ieri concerto degli X-Mary. Divertimento e gente che dava di matto (giustamente)
* Finalmente ho trovato la spiegazione a tutto: Errare è umano ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer. (Arthur Bloch) Aaaah capito tutto, adesso.
Questo è il soffitto della mia camera a Cesena (sono ufficialmente una pendolare: ogni giorno piglio il treno Cesena-Rimini che è sempre in ritardo). Pare che la casa appartenga ad un conte, perciò credo che da oggi in poi mi farò chiamare lady Elzevira.